giovedì, 30 ottobre 2008
Per chi vuole, un paio di fotomontaggi nel mio blog fotografico. Rigorosamente SPOILER SEASON FIVE. Quindi non andateci, se non volete spoilerarvi!
Per il resto, posso solo citare:
"Why do you needed to negate everything?"
"I don't know"
Spooky
giovedì, 30 ottobre 2008
Insomma.
La mia fase da "dopotutto il mondo non è poi questo gran schifo" è durata da Natale a S. Stefano. Sarà che fuori piove, sarà che i miei capelli stanno alla cavolo, sarà che ho fame, che sono nervosa, che m'è finito da poco il ciclo, sarà che domani ho il concerto con il coro dell'università, sarà che devo iniziare a studiare e lo dico tutti i giorni ma non inizio mai, ma non è una buona giornata. E neanche ieri lo è stata.
Non mi metto neanche a spiegare perchè, è inutile: se fossi stata di buonumore, avrei preso i vari "incidenti di percorso" di ieri come imprevisti su cui ridere, ma essendo già terribilmente nervosa, non hanno fatto altro che accentuare il mio malumore.
Non fa niente. E' quello che devo dire in questi casi, perchè non c'è altro da fare.
La cosa buffa, in tutto questo, è che non sono propriamente triste. No. Essere tristi comporta, nella mia idea di tristezza, l'essere al contempo malinconici e pessimisti. Io non mi sento affatto così.
Mi sento solo profondamente arrabbiata.
Arrabbiata per tutto quello che non va, anche se io provo a non farci caso.
Arrabbiata per tutto quello che non va, anche se mi impegno con tutta me stessa per cambiare le cose.
Arrabbiata di non essere capita, come al solito... il mio vecchio, amato, amatissimo ritornello! Ne sentivo giusto la mancanza!
Arrabbiata di dover sempre pensare "prima o poi le cose miglioreranno", e pensarlo da che ho memoria.
Arrabbiata di essere comunque fraintesa, perchè ognuno vede solo ciò che vuole vedere, e del resto se ne strafrega amabilmente, con o senza cognizione di causa.
Arrabbiata con me stessa per non riuscire a mantenere mai per due settimane di fila una parvenza di serenità senza crollare.
Arrabbiata col mondo, al solito... anche questo, di ritornello, è oramai un cult.
Arrabbiata a tal punto che vorrei urlare.
Ma non si può, non si deve. Non si deve disturbare mai. E non perchè qualcuno protesti... ma perchè significherebbe mettermi in mezzo. Al centro dell'attenzione. E dire "ehy, andate tutti, tutti indistintamente a quel paese!!". E sapete quale sarebbe il risultato?! Che mi prenderebbero tutti, tutti indistintamente per la solita, vecchia Valeria, malata dall'interno di vittimismo e di voglia di essere compatita.
Mai disturbare, invece. Starsene sempre nel proprio angolo, sempre nel proprio guscio, con la speranza che qualcuno bussi. Ironico, questa immagine mi ricorda una cosa che successe lo scorso anno.
Ero ad una festa, e piangevo un dolore che neanche io capivo, nè capisco tuttora. Ma era un dolore lancinante. E dentro di me pensavo "guarda, tutta questa gente. Almeno una persona su cento tra tutte quelle che sono qui deve essersi accorta che sto piangendo come una fontana, disperatamente, in modo furioso e solo. Eppure, e sì che siamo oltre mille qui, di queste 10, 15 persone, a nessuno importa di un'altro essere umano che piange."
Ecco. Ora potrei piangere. Ma non servirebbe a niente. Come al solito, mi raggomitolerei sul letto, chiuderei gli occhi, cercando di eclissarmi, di non essere per qualche tempo, e dopo, finita la tempesta, mi alzerei di nuovo, e non sarebbe cambiato un'accidente. Al solito, non credete?
Bene!
Vi ero mancata, eh?! Immagino di sì, accidenti!
Fuori c'è un tempo da schifo, ragazzi.
E nella mia stanza calda non è che si stia molto meglio.
Ma pazienza. Non fa niente. Non fa mai niente, perchè mai niente cambia, e mai le cose sono diverse da quel che sono.
Sto cambiando io, sto levigando, smussando, tagliando, ricomponendo la mia persona, nella vana, vanissima illusione che questo possa cambiare il mondo. O cambiare quello che sono nel profondo. In realtà, io resto sempre io, ed il mondo se ne strafrega di qualsiasi cosa.
"So unfamiliar, so alone".
Spooky
domenica, 26 ottobre 2008
So di essere un pò latitante. Abbiate pazienza. Sto cercando di rimettere in piedi i pezzi della mia vita.
Tutti mi vedono più serena, loquace, gioviale, piena di voglia di fare e di interessi nuovi.
E' vero. Non lo so neanche io perchè, ma è così. Poi capitano le serate come ieri in cui tutto va placidamente a rotoli, ma non fa niente.
Intanto, la mia dieta continua. Psicotica, ma abbastanza bilanciata. Ed efficace. Splendidamente efficace. Come consiglia chiunque su internet, perdo AL MASSIMO un chilo a settimana, che è quando di più salutare possa esistere. Il che vuol dire che sto mangiando, comunque, senza togliermi il pane di bocca. Oggi ho anche assaggiato il primo gateau di patate preparato con le mie dolci manine. E già sto pensando a domenica prossima, quando Giuli si troverà davanti una cosa davvero molto carina da vedere... e spero anche da mangiare! Comunque oggi mi pare di aver fatto il mio figurone.
E so che il mio peso come titolo non è un granchè, e che devo scendere ancora (per chi non mi conosce, non sto diventando anoressica, e senza sapere la mia altezza non potete fare niun calcolo :P), ma se sapeste da quanto sono partita, sareste contenti come lo sono io!!! :D
Nient'altro. Non ho voglia di parlare di altro, a dire il vero.
Di come va, degli sbagli che commetto, di quelli a cui cerco di porre rimedio. Mi mancano delle cose... ma cerco di non pensarci, o meglio, di pensare solo a quanto mi manchi il cibo, concentrando su di esso tutta la mia attenzione... e lasciandomi andare a qualche sfogo di tanto in tanto, senza però abbuffarmi... a parte alla laurea di Giuli, ma quello lo avevo proprio messo in conto.
Martedì sera andiamo a cena con Simone, che ci aggiornerà... spero di non dover aggiornare io, non ne ho proprio voglia. Ma se domani dovessi davvero andare in università, come temo, farò un salto da oviesse a comprare un cerchietto -con il nuovo taglio ci starebbe proprio bene!- ed un paio di pantaloni nuovi: i miei cominciano ad essere fantasticamente larghi.
Anything else? Yes! Mi sono trovata un amico di penna. Quasi londinese. FiQo! Così parlo un pò di english, and I improve it. Awesome!
Stasera sono contenta. Sto cominciando addirittura a suonare il FA con il barrè, vi rendete conto?! E stasera ho visto Ritorno al futuro 2. Insomma, la vita vale la pena di essere vissuta, dopotutto!
One kiss,
Spooky
venerdì, 24 ottobre 2008
Oggi mi sento così.
Sei un'altra cosa che ho perso,
che mi e' scivolata, che mi e' caduta
io c'ho provato ma non ti ho tenuta,
vabbe' pazienza credimi posso farne senza
sei gia' un ricordo in dissolvenza e non fai differenza
con tutto quello che ho perso senza rendermene conto
come ogni volta che perdo un tramonto il giorno dopo affronto
lo stesso, magari piove come adesso
e ho perso l'ombrello ed il cappello
ma il bello e' quello, e' il duello che ogni minuto ho fatto con la vita
e quando la sorte mi si e' accanita contro e pronto
dovevo trovare veloce una via d'uscita procurandomi qualche ferita
che non si chiude e ancora brucia,
ma fa niente e' solo un'altra cosa persa
o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta
all'improvviso, senza preavviso,
che rende inferno cio' che era paradiso.
RIT.
Ore passate a misurare dolore,
dolore di testa, dolore di occhi, dolore di cuore
dolore d'anima, di sangue, di ossa
ma cio' non vuol dire che non possa darmi una scossa
in fondo e' solo una scommessa che ho perduto
una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto
gia', basta non perdere la dignita'
almeno curandola un po' con un bicchiere pieno
come le tue frasi, adesso tutte perse come un mazzo di chiavi
tu che cercavi,
parole per farmi capire che eri pulita
ma per finire poi sei riuscita,
a perderle come 100 Lire
e adesso credimi non ne voglio piu' sentire
voglio guarire,
guardando l'altra faccia di te che ho scoperto
pensandoti solo come a una cosa che ho perso.
RIT.
Ho perso treni e aerei
piu' d'una volta il portafoglio
ho perso indirizzi, soldi ma mai l'orgoglio
il che e' una sbaglio se mi fa perdere l'autocontrollo
pero' non mollo c'ho fatto il callo e resta in ballo
e' un'altra cosa uscita dalla mia vita che presto o tardi
verra' sostituita, in un futuro dove tu sarai passato remoto
cancellato, dimenticato, sarai una foto
buttata sul fondo di un cassetto chiuso
coperta da qualche maglia che non uso
e disilluso, ci provero' ad odiare
se non ci riusciro' a mio malgrado dovro' amare,
ma mai come cura per un vuoto da colmare
e non mi scrivere non mi chiamare, non mi pensare
perche' da oggi un'altra cosa cerco e sono certo
sara' diverso, da quella cosa che ho perso.
RIT.
Spooky
giovedì, 23 ottobre 2008
Vediamo.
Riesco a tornare a scrivere al pc, anche se il braccio destro è totalmente indolenzito, la testa ancora pesante, la gola secca, e l'umore non dei migliori. Ricapitoliamo.
Sono stati giorni intensi e vissuti quasi in apnea.
Tanto per farvi capire: l'arrivo dei genitori di Giuli, gli strascichi dell'influenza, la tensione per la laurea (5 ore di sonno con sveglia ogni due ore, ed alzata alle 5:30), l'arrivo di Barbara e Michela (6 del mattino), il caos in casa, la laurea, il pomeriggio passato a sonnechiare (un'ora), la festa di laurea, la sveglia presto il giorno dopo per un colloquio di lavoro (5 ore e mezza di sonno, 3 - 8:30), il colloquio, la piccola spesa, casa, cibo, poi provare a dormire (un'ora) senza riuscirci, pattinaggio (con tanto di caduta di sedere, che non fa mai male... anzi, sì che fa male!!), doccia (45 minuti tra doccia, capelli, ed essere di nuovo pronta per uscire... un incubo), coro (fino alle 23), festa con i resti del cibo della sera prima (mezzanotte), bicchiere da Max per festeggiare la sua laurea e chiacchiere col Gelmo (1:45), e poi sveglia fino alle 3 meno un quarto, per aspettare la dipartita di Barbara e Michela verso la stazione, con successiva nanna alle 3, dopo aver ovviamente cambiato le lenzuola... svegliarsi alle 8:30 ( 5 ore di sonno) per cercare di dare un assetto a casa, farmi il pranzo, fare la lavatrice e stendere, e poi uscire per andare a lezione. Tornare, lavarmi due panni, mangiare, lavare i piatti, ritirare alcuni dei panni che nel mentre si sono asciugati... e finalmente dormire.
Così adesso, pur essendo abbastanza riposata, mi sento ancora come se mi avessero preso a pugni. E la sensazione è ancora più vivida se si pensa che mi si è attaccato alle viscere un nervosismo di quelli cattivi, che proprio non mi vuole abbandonare. Mi da fastidio tutto, ho la fronte costantemente corrugata, le tempie mi pulsano e la luce mi sembra troppo forte... per non parlare di altro che non scrivo qui. E vabbè.
Vi siete stancati? Non ve ne frega un cazzo delle mie giornate piene? Chissenefrega, il blog è mio. C'è di discreto che ho ricevuto qualche complimento, uno almeno sicuramente sincero, e che mi è sembrato, per la prima volta da sempre, di parlare con Luc, invece di stuzzicarsi e basta: insomma, una cosa degna di nota, perchè è una brava persona, e lo stimo. Per il resto... al solito. Non si può fare a meno di pensare, anche con il tempo ridotto all'osso, ed ogni pensiero fa male e lascia una tensione amara dietro di sè.
Come ho detto ad una persona che non mi è vicina affatto, ma con la quale riesco ad essere inspiegabilmente parecchio sincera, vivo nella vigliacca condizione di chi non vuole lasciarsi il passato alle spalle, perchè è la sola cosa che ho avuto. La sola persona che ha voluto me. Ed in questo non c'è altro che il mio solito, rassicurante, schifosissimo egoismo.
Amen.
Vado, devo cercare di distrarmi un pò, altrimenti il mio fegato potrebbe esplodere dal nervoso!
Un saluto,
Spooky
PS: mi mancano le gemelle, mi manca Blue, mi manca terribilmente, disperatamente Blue, e mi manca Hanjalou. Mi manca la Roma che non mi fa male. Ed anche quella che non può non farmene.
sabato, 18 ottobre 2008
Stasera m'è scivolata addosso un pò di tristezza.
Mi sono messa a guardare Raccontami, con un abbandono che non provo più quasi per nulla ormai. Comunque, mi ha docilmente accompagnata finora, lasciandomi però questa sensazione di incompiuto e di melanconico nella gola. Non sto parlando delle puntate -ed è qualcosa di nuovo per me- ma dell'azione in sè: un sabato sera passato col mal di gola, la testa forsennatamente vorticante, poca voce, una stanza buia e calda, e la mia persona.
Era da un pò che non mi soffermavo a riflettere su cose come questa.
Sono stata talmente occupata nella lenta osservazione -o espiazione- della mia sofferenza da lasciare in disparte qualsiasi altra emozione, perfino la mia sempre cara solitudine. Stasera avevo un pò di tempo, ed è necessario ed a volte confortante tornare su pensieri già fatti, ricordi già sedimentati, sensi affinati precedentemente.
La solitudine è una cosa che conosco, e quasi non temo più. Come una silenziosa compagna di viaggio, o un'ingombrante parte di me, una valigia pesante ma indispensabile. Tutto il resto... sono barlumi di coscienza lasciati a macerare per anni in acqua e sale, sperando di far perdere loro tutto il sapore amaro.
Non so perchè stasera mi sento così. Forse perchè non riesco ad essere quella che vorrei -crescere, a volte mi sento così incapace di crescere-, forse perchè non riesco a spostarmi dalla mia ottica, da una prospettiva unicamente mia. Non sto parlando di qualcosa di necessariamente negativo, badate. Non mi sento abbastanza triste da scriverne. Solo un pò malinconica. Come un'abitudine, una quotidiana rassegnazione a ciò che sono, a ciò che è più propriamente consono alla mia persona.
Consono. A fine agosto usai questo termine, per... descrivere una situazione. Dissi -più o meno- così "Torno allo stato che più mi è consono. Una Valeria fidanzata, diciamolo, era quasi un controsenso". Drama queen! direbbe Greg... ed avrebbe ragione. Cinica e sarcastica quel tanto che basta per essere presa come povera vittima di una società che la opprime. Ahahah!! Bella questa defizione, quasi quasi me la segno, che non si sa mai.
Comunque in un certo senso conserva un barlume di verità, quella frase. Mi trovo molto bene nella mia condizione. Non so maneggiare la felicità inconsulta delle relazioni, per quanto -come tutti- mi trovi molto a mio agio nel viverla. E' la sua consistenza a mettermi in soggezione, la sua presenza, la tua verità ontologica, ed in una certa misura... la sua estraneità da me. L'essere altro da me. Dover convivere con un altro qualcosa al di fuori della mia isteria vittimistica.
Wow, stasera sono proprio in vena di paroloni. O di autocommiserazione. O di entrambe le cose... o di scuse. Perchè mi mancano un sacco di cose, e alla fine, in un modo distorto ma banale, mi manca anche Truman. Con l'età ho imparato ad allontanare gli incubi che non mi facevano dormire, relegandoli al rango di paranoie o disturbi in sottofondo, ma ora non dormo lo stesso, che c'è troppo, troppo silenzio.
E non importa che la stanza non sia fredda, ma calda, caldissima... la gola brucia, le dita ringraziano invece di gelare... ma non è cambiato nient'altro.
Cavolo, ed io che ho detto di non essere triste!
Però, si vede che funziona, almeno per un pò, illudersi!
Spooky
giovedì, 16 ottobre 2008
Faticosamente mi metto a scrivere sul blog.
E dico "faticosamente" perchè la testa ancora gira, un pò troppo pesante, un pò troppo leggera, il naso è ancora chiuso, i muscoli ancora indolenziti, la gola ancora irritata. Ah, che bella cosa l'influenza! E proprio il giorno in cui avevo pattinaggio! E le prove del coro! Pazienza.
Mi sono riposata un pò. Non che avessi necessità di questo riposo (ho dormito qualcosa come 20 ore su 24... ma rimanerne sconcertati!), ma c'era, e me lo sono preso. Sono anche riuscita a finire i Tommyknocker, nel mentre, e un libricino di Pennac. Ho iniziato a leggere una cosa che non mi piace, adesso, ma finirà... e poi martedì c'è la laurea di Giuli. Oh, come sono contenta! Contenta perchè sta diventando più tesa di una corda di violino e poco sopportabile U_U (ssssceeeeeeeerzo! -e la mancanza dell'H è voluta!), contenta perchè la sera se magna, e prenderò martedì come "giorno di fuga dalla dieta", che in questi ultimi giorni si sta facendo meno sopportabile che mai... anche se la bilancia ha raggiunto un peso che non avevo da non so quanto: il fatto di non riuscire a ricordare quando nella storia della mia vita io abbia avuto quel peso mi mette di buonissimo umore. E per quanto ancora non si noti che sia dimagrita -e la cosa un pò frustrante lo è... eccome se lo è!- io SO che 8 chili se ne sono andati... e non è affare da poco!
Bene, queste poche righe mi hanno sfiancato.
Cosa?! Parlare del mio ultimo intervento? O dei miei ultimi pensieri?!... No, dai, non scherziamo. Lasciamo tutto dov'è, tutto com'è, che prima o poi riuscirò a convivere con me stessa.
Non mi va molto di pensarci.
Buooooonaserata, ragaSSuoli!
Spooky
martedì, 14 ottobre 2008
Stasera parlavo con una... (uhauhaua!!! mi è venuto da scrivere stagista!!) corista.
E sapete qual'è stato il risultato? Tra una risata e l'altra?! Che la carne è debole! E fin troppa gente predica bene e razzola male... anzi, malissimo! Abbasso i sensi di colpa, viva il divertimento sfacciato e fine a sè stesso! (e tutto questo PRIMA dell'arrivo del Gelmo... incredibile! :P)
Spooky
lunedì, 13 ottobre 2008
Posto qui il resoconto che ho mandato sul forum di Vittorio.
Magari non vi interessa, ma per me è vitale. Perchè, anche quando ho pianto, e non c'entrava niente con Vitto, è stato il vederlo lì a farmi andare avanti fino a sera. Anche se Gloria mi ha guardato strana, ed in quel momento avrei solo voluto piangere.
E' la sua passione, che mi da forza. Come sempre.
"E' una vita che non faccio resoconti veri e propri... un pò perchè le cose da dire bene o male si ripetono sempre, un pò perchè si cerca di lasciare sempre spazio ai nuovi, con le loro emozioni fresche, genuine, che noi un pò più "vecchi" oramai ricordiamo quasi con nostalgia: non che Vittorio sia diventata un'abitudine, ma di certo quella forza, quella mistica attrazione, quel trasporto entusiasta e folle piano piano si va bilanciando mano a mano che lo si conosce leggermente di più.
Ma oggi... bhè, penso di essere tornata indietro di quattro anni. Sul serio. Di essere tornata alla prima volta nella quale ho assistito, da fan, ad uno spettacolo di Vittorio, giù in quel di Brienza... con il cuore in gola, gli occhi sgranati, il sorriso da ebete, ed il cuore gonfio di gioia.
Parte di queste emozioni le devo alla mia compagna di viaggio, ManuelaP: dovevate vederla! Una ragazza carina, simpatica, tiiiiimida!! Ho fatto praticamente un intero monologo da Verona a Curtarolo, ed al ritorno da Curtarolo a Verona: ma il suo non era il silenzio di chi non sa cosa dire, ma di chi ascolta, ed apprende. Io, quando mi avvicinai a Vittorio la prima volta, non ero affatto così, anzi, tutto il contrario! I suoi modi tranquilli, la gentilezza dei genitori (entrambi cordiali e alla mano), la maniera con cui paziente ha ascoltato i miei sproloqui mi hanno ricordato un pò le mie "prima gemelle", ovvero prima che diventassero quello che sono adesso per me, delle grandi Amiche in cui ironia e scherzo nascondono un rispetto reciproco ed un affetto inimmaginabili.
Comunque. La sua "ingenua ignoranza" in materia di incontri con Vittorio mi ha dato la carica per passare un'ottima giornata, assieme con vicende personali che invece di buttarmi giù, inspiegabilmente mi hanno risollevata.
Vittorio. Cosa non è stato!
A parte che non mi è mai parso così bello. Allora, voi tutti sapete che amo Vittorio, lo adoro, e che lo considero un bell'uomo. Ma oggi... bello è dir poco. Raggiante non rende l'idea. Solare è un eufemismo.
Sereno.
Ecco, sì, quello che ho visto, o che almeno mi è parso di vedere, è stato un uomo Sereno. Tranquillo. Contento. Con la coscienza pulita, gli occhi limpidi, di quell'inconfondibile calore al caffè che mi fa sciogliere ogni volta. Da anni non mi ero ritrovata nella situazione di non sapere cosa dire di fronte a lui: mi sono innamorata ancora una volta.
Mi sono innamorata di nuovo della sua voce,
mi sono innamorata di nuovo dei suoi gesti,
mi sono innamorata delle sue battute,
mi sono innamorata della sua ironica sincerità,
mi sono innamorata dei suoi successi,
mi sono innamorata delle sue sconfitte.
Questo era il mio terzo stage con Vittorio. Ed è stato il migliore. Al di là del suo modo indescrivibile di spiegare, di calarsi nelle canzoni degli altri, e di calarsi nei LORO panni, dal ragazzo con qualche esperienza, al tipo che non ha mai fatto nulla, e riuscire a sentire i pezzi come li sentiva chi li cantava, e non come li avrebbe sentiti lui interpretandoli. E poi dare consigli, accorgimenti, ritoccare, levigare, come un demiurgo. E vedere nelle piccole, a volte millimetriche correzioni, la "svolta" di un pezzo.
Ho sempre pensato che Vittorio dietro una macchina da presa, o dietro le quinte, fosse sprecato, vista la sua voce ed il suo talento: essere diretti da lui adesso penso che sia la cosa migliore che possa esistere.
Ah. Poi è toccato a me. Non so spiegarvi bene cosa sia successo. Forse è capitato tutto troppo alla svelta. Ero emozionata, sì, ma non tanto quanto avevo immaginato. Ho iniziato la canzone mi è parso con poca convinzione, poi ho cercato di metterci quello che avevo. Non so se fosse molto o poco, di certo a casa era venuta mille volte meglio, ma... sono riuscita a guardare negli occhi il mio pubblico, cosa che non ero ancora mai riuscita a fare. Per una frazione di secondo, sono riuscita a pensare "stanno ascoltando. Stanno ascoltando me. Devo portarli per mano dentro questa canzone, così come io me la sento nell'anima. Sto portando Vittorio dentro di me. Sto prendendo la mano di Vittorio e lo sto portando a fargli vedere cosa ho dentro, così come fa lui, ogni santissima volta."
Non lo so. Al di là di come io possa aver cantato, al di là della respirazione, al di là di ogni cosa, mi è parso di sentire Vittorio dentro ciò che sono, a cercare di capire le mie emozioni, la mia interiorità. Mi ha fatto pensare ad una cosa che gli avevo detto riguardo a Dracula. E' stato magnifico.
Due cose. Poi, poi vi giuro che la finisco.
Un ragazzo ha cantato una canzone di un musical amatoriale, in cui interpretava Tommaso dei 12 apostoli, che non crede alla resurrezione di Cristo, e quindi non lo vede risorto. Vittorio ha impersonato Gesù, che lo ascolta, paziente, ma che non può essere visto, perchè Tommaso NON VUOLE vederlo.
Lo so che è sciocco. Ma quasi nulla è riuscito a commuovermi mai come l'espressione di Vittorio, la sua mano a sfiorare la testa di "Tommaso", ed il suo modo gonfio d'amore di poggiarsi sulla spalla e rimanere lì, mentre lui cantava, come a dire "io sono qui. Tu non mi vedi, perchè sei sempre stato così, tu non credi a ciò che non vedi. Ma sono qui. E ti amo comunque". E' come se mi fosse esplosa una bomba in petto. Ho fatto fatica a non mettermi a singhiozzare.
Seconda cosa. Una ragazza ha cantato Caruso.
Vittorio le ha chiesto di recitarla, come fosse una poesia. Poi l'ha recitata lui.
Non vi posso spiegare cosa ha fatto. Ma lo ha fatto in una maniera magistrale.
"...sentì il dolore nella musica
si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna
uscire da una nuvola
gli sembrò dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza
quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima
e lui credette di affogare. "
I primi due versi contenevano un dolore che forse solo un musicista conosce, perchè solo chi suona può rendersi conto di quanto possa far male suonare. A me capita di rado, a volte ascoltando un pezzo di pianoforte, più spesso scrivendo qualcosa. Sugli ultimi due... Vitto si passa una mano sulla guancia, quasi a togliersi quella lacrima che non c'è. Io passo le dita sulla mia, ed una piccola goccia mi imperla l'indice. Sublime.
Solo un ultimo appunto.
Su Il mio nome è Dracula e Terra madre, cantate da due stagisti, ho chiuso gli occhi nelle battute iniziali, per entrare di nuovo dentro a quell'opera che per me è stata la migliore. Riaprendoli, lentamente, mi sono accorta che Vittorio ha fatto la stessa cosa, entrambe le volte. Ho rivisto il Conte.
E quando ha accennato una strofa... si può spiegare? Possiamo riuscire a spiegare, noi, cosa è stato Dracula, e come ci manca?...
Lo so, sono stata più che lunga.
Ragazzi, che giornata.
Ho abbracciato Vittorio, e spero di avergli trasmesso un pò di tutti quei Grazie che gli dico sempre, e che stasera non mi sono usciti dalla gola. Era tutto... troppo. Mi sono innamorata di nuovo. Mi sento mancato, Vittorio, mi sei mancato da impazzire."
Spooky
domenica, 12 ottobre 2008
...e ancora le tue mani, mani, mani...
e ancora le tue labbra, labbra, labbra...
Già.
Que sera, sera...
Spooky