venerdì, 28 novembre 2008
Riesco ad essere stanca senza fare praticamente nulla. Sarà che il mio eutorix non fa più effetto? Non lo so. Mi sento sempre a pezzi. E sono frustrata perchè la bilancia ha smesso di rincuorarmi. Ho freddo, e mi trastullo nella mia stanza scura in attesa di prendere una decisione, di mangiare o aspettare ancora un pò.
Ed ovviamente, cerco di non pensare al resto.
Oggi ho visto una foto magnifica, che mi ha fatto sorridere: è bello riuscire a pensare che l'amore, da qualche parte, c'è. Non importa -o meglio, in quel momento non mi è importato- che non fosse per me: esiste, e questo dovrebbe farmi almeno un pò contenta. Che poi arrivi Valeria a dirmi che sono una povera, pooooovera ragazza, sola, disperata, abbandonata da tutti, e bla bla bla... quello è nella norma, giusto?!

Sto perdendo un pò di concentrazione. Nel senso che sto perdendo di vista alcuni obiettivi. La mia dieta va avanti, ma comincio a sentire segni di stanchezza e cedimento. E quello che ho ottenuto non mi basta. Uff. Mi sembra che la fine sia troppo distante per me. Dovrei studiare, ed ogni giorno che passa mi rendo conto che non solo non ho voglia, ma non lo farò: e a gennaio farò la mia solita ammazzata, che comporterà diminuire la palestra, che comporterà un nuovo aumento di peso, ed una serie di cose di questo genere. Comunque.
Non riesco neanche a vedere più Londra: sembra che Shyan non ce la faccia davvero, e la cosa mi dispiace da impazzire. In più, sono tre settimane che vedo questa vacanza sempre più lontana: cos'è, non passano mai i giorni?! Le ore?!?! Essì che le giornate mi scorrono via veloci, ma ne mancano sempre altre, sempre altre... non si arriva mai! Mai!
E nel mentre non si fa niente che sia davvero costruttivo. E non lo dico per lamentarmi, ma per autocritica: potrei mettermi a studiare anche adesso, ma non lo faccio, perchè non mi va. E allora non piangerti addosso a gennaio, quando farai il solito tour de force, ed i voti non saranno quelli che vorrai. Poi non dire che non ti avevo avvertito. Oh. E poi con una madre che si lamenta per aver preso 28 ad un esame... vabbè va, lasciamo stare che è meglio.

Lo so, non ho scritto niente di interessante in questo post, a parte quello che dirò adesso, ovvero che mi manca un ragazzo. Ma questo lo sapevate già :D Il mio era solo un ribadire l'evidenza. E ve prego nun iniziate a dì che "arriva quando meno lo si aspetta", perchè 'sta cosa qua me la so sentita ripete davvero pe troppi, troppi anni!
Bon, vado.

Ragazzi, che freddo. Ma giù a Roma è uguale?! No, perchè io sto ghiacciando, dall'interno proprio!
Ci si vede, popolo di internet!
Spooky

Delirio delle ore 19:58 | commenti (3)
categoria:banalità
giovedì, 27 novembre 2008
Mi sento un pò sola stasera. Sola dentro, senza voglia di far altro che di essere coccolata ed amata. E ti par poco, folle Spooky?! Ad avercela, una persona che ci coccoli a piacimento, ogni volta che vogliamo!
Bhè, ecco, oggi avrei proprio bisogno di coccole così, gratuite, leggere, tenere, da bambini. Senza malizia, senza sensualità: solo un pò di abbracci, solo un pò di sorrisi, qualche carezza. Ed è buffo che mi vengano in mente due persone così diverse quando penso ad un affetto così incondizionato: Antonio non è proprio il tipo che dia qualcosa in cambio di nulla. O meglio, lo fa, ma non in questo campo. Ed Edoardo... ok, Edoardo sarebbe perfetto, per un compito come questo.
 
A volte vorrei essere in un altro mondo. Con persone come Edoardo ed Antonio a fare parte davvero della mia quotidinità, e non come figure marginali di un fumetto solo mio. Eppure è così, non sono altro. E non posso sempre dare la colpa a Verona ed al suo modo chiuso ed implicito di relazionarsi e creare rapporti: deduco che anche io non dia adito a molto altro.
Non penso di essere una persona piacevole con la quale conversare. Non parlo per modestia, anzi: ho una considerazione di me stessa molto alta, di norma. E di certo mi ritengo intelligente e brillante. Ma allo stesso modo penso di essere totalmente priva di schemi logici. Sono troppe cose insieme. Io non sono la classica ragazza con 10 chili in più e la mania dei telefilm, ma dalla simpatia travolgente, o dalla malizia ostentata ed ironica, nè la classica ragazzina interessata ai vestiti firmati ed al film di Moccia. Non sono il genio universitario, ma neanche la ribelle ultima della classe, non mi comporto come uno scaricatore di porto, ma di certo non sono propriamente fine.
Ecco, al solito, accumulo solo una serie di cose che non sono: perchè in realtà mi sento come la pasta frolla di cui parla Buffy (#7x22 - La prescelta). Sono un biscotto che è ancora in forno. Non sono cotta.
Amo i telefilm, tanti ed in maniera maniacale, ma non tutti. Ricordo senza alcuno sforzo centinaia di citazioni, ed ho un buon bagaglio cinematografico, ma non ottimo. Mi piace smanettare con il pc, gioco con il paint shop pro e con l'HTML, ma senza padroneggiare nessuno dei due in maniera semiprofessionale. Conosco i nomi dei componenti dei pc, e so creare una connessione di rete, un accesso ad internet, e -con un pò di fatica e d'aiuto- anche formattare un pc, ma non riesco a rimettere in piedi il mio che è morto, per dire.
Suonicchio il pianoforte e la chitarra, leggiucchio la musica e canticchio, ma non so fare controcanti ad orecchio (cosa che invidio da impazzire), scrivo ma senza costanza e senza produrre nulla, leggo ma non ho costanza, cucino (da poco!) senza avere la creatività tale per azzardare dei piccoli esperimenti con gli ingredienti, vado in palestra ora, ma non mi piace, pattino ma non riesco molto bene, faccio fit-boxe ma non so dare un calcio ad altezza fianco a gamba tesa, e le serie mi riescono solo con la destra e non con la sinistra.

Sono un biscotto lasciato a metà.
Mi piacciono solo uomini che non posso avere, o perchè str@nzi, o perchè impegnati, ed a volte anche entrambe le cose. Mi attrae Antonio perchè può avermi quando vuole, e mi attrae Edoardo probabilmente perchè è il suo opposto, carino, gentile, disponibile, sereno e sinceramente attaccato a valori tradizionali. Non riesco a smettere di pensarci, ma so che non è affatto il tipo giusto per me, così come so che, nella sua vita, mai penserà a me diversamente da come mi pensa adesso.
Ma questa è la storia della mia vita, immagino... quando mai un ragazzo mi ha considerata in maniera diversa da un soprammobile?! E non parliamo di eccezioni che confermano le regole. E' così. Cioè, vi giuro, non so perchè succede, ma statisticamente, nella mai vita, è sempre stato così.
Non sono brutta, ma non sono bellissima, e forse la gente vede in me proprio questo: un biscotto non ancora uscito dal forno. Un'ammasso senza forma, indistinto, che va da tutte le parti, si espande in tutte le direzioni, ma non si muove mai.

Boh, stasera va così.
Stasera vorrei Edoardo qui, a dirmi che sono una persona interessante. A farmi coccolare, e basta. Solo coccole. Stasera mi dispiace ammettere con me stessa che questo è un sogno banale e semplice, ma che comunque non si può realizzare. Ed io, più piccoli di così, i sogni, non so farli.

Spooky

PS: ...mi leggi?... Questo intervento era solo per te, mi sa. Uff.


Delirio delle ore 20:48 | commenti (1)
categoria:
giovedì, 27 novembre 2008
Ho una ventina di minuti, e sulla scia del post di Makka, mi è venuto di scriverne uno mio, sui ricordi che ho della mia infanzia. Immagini, suoni, scene che mi riportano a quando le cose erano davvero più semplici di così.

La ciotolona di plastica con dentro tutti i soldatini, i pupazzetti degli ovetti, pezzi di lego, un cavallo bianco uscito da chissà dove, pieno pieno fino all'orlo, che rovesciavo sul pavimento per giocare.
Mio padre che mi affida il compito -importantissimo!- di portare il suo giornale, che neanche mi stava in mano per quanto ero piccola: la prima volta che mi sono sentita grande, a 4 anni.
Mio nonno.
Io che tento disperatamente mi emulare mio fratello, che si era arrampicato senza alcun problema su una roccia alta un metro scarso, e mio padre che, dopo una quantità di risate infinite, mi "accompagna" gentilmente con una manata sul sedere fino alla vetta.
"Attentu a stu cosu!" oddio... mi è venuto in mente così... io e mio fratello dicevamo sempre questa cosa quando facevamo il bagno insieme nella vasca da bagno, riferendoci al bocchettone dell'acqua a cui mamma ci diceva sempre di prestare attenzione.
La pizza preparata da mamma.
Il termosifone della cucina, testimone di tanti pianti, e di altrettante coccole.
Una scatola di Mon cherì con cui giocavo... ci voleva così poco.
La capretta di Maria nel suo recinto: la prima e sola cosa che sono riuscita a montare con le Lego di mio fratello (mentre lui modificava l'astronave, ovviamente).
I giri in bicicletta nel garage di mio zio, e in villa a Frascati.
"Ehy, ragazze, ma non abbiamo più le gambe!" detto da Chiaretta, che giocando aveva preso letteralmente l'idea di "facciamo che ci hanno spezzato le gambe".
Io e le mie cucine che cantiamo "Occhi di gatto" usando per microfono il fermo delle finestre della casa al mare.
I granchi presi e coccolati.
Il sole delle 8 di sera.
Le mie prime feste del cocomero, dove ballavo la Macarena e mi divertivo.
Io che piango su un piatto di rigatoni burro e parmigiano, sconsolata all'idea che la mia vicina di casa, nonchè insegnante di asilo, se ne fosse andata senza di me.
Le "esibizioni" che mettevo su con le mie cugine.
Le chiacchierate con le mie amiche delle elementari.
Il gioco che facevamo a ricreazione, che chi si staccava dalla parete e veniva preso faceva penitenza.
La volta in cui decisi di "fare la teppista" andando contro le mie amiche per amore di un bambino.
La volta in cui lo difesi da una tipa tre volte più grande di me che voleva picchiarlo.
La volta in cui rubai una gomma ad una compagna.
La pasta con le telline raccolte da noi, ora che a Torvajanica già è tanto se non c'è il divieto di balneazione.
La pesca sul lago di Albano.

Cavoli. Quante cose. Cavoli.
Devo scappare. Che bello però, riuscire ancora a ricordare.
Ti voglio bene nonnno.
Spooky


Delirio delle ore 10:06 | commenti
categoria:spooky
martedì, 25 novembre 2008
Per chiunque voglia curiosare, sul mio blog fotografico ci sono le foto (fatte col cellulare, quindi perdonate la qualità) della mia nuova passione: la cucina.

Ho scoperto che cucinare ha un'influenza più che positiva sul mio umore: a saperlo prima, avrei preparato qualche dolce ieri... che non è stata per niente una buona giornata.
E tutto perchè?! Perchè siamo animali con voglie strane, e non siamo in grado di controllare i nostri istinti. Non voglio essere nè fare la puritana, ma a volte bisogna contenersi. Ecco, se negli eccessi sono bravissima (eccessi nel bere, nel mangiare, nel provare emozioni, nell'amare, nell'odiare, nelle mie passioni...) quello in cui sono fallace è proprio la moderazione, la misura, il contegno. Sono schiava delle mie dipendenze, che poi è naturale, altrimenti non sarebbero dipendenze, ma solo interessi.
Comunque, non è che la cosa sia un dramma, finchè riguardano solo me: se amo alla follia House e voglio guardarmi la stessa puntata 500 volte, è un problema mio. Sorgono dei piccoli ostacoli quando le mie dipendenze si scontrano con altri esseri umani: ne va della loro persona, o della mia, o di entrambe, e magari anche di una cosa di cui ho sentito parlare alla lontana, che dovrebbe chiamarsi dignità, mi pare, orgoglio, roba così.
Non riuscivo a controllarmi con Truman (ahahah!!! Truman e Controllo, due parole nate e cresciute agli antipodi del mio cervello!), non riuscivo a controllarmi con Vittorio (a cui ho scritto mail che al solo ricordo ancora arrossisco), ed ora non riesco a controllarmi, di nuovo: ma stavolta -perchè, le altre no?!?!- a farmi male sono solo io. E non voglio dare a nessuno la possibilità di ferirmi in modo così devastante -perchè non so controllare neanche le mie reazioni, oltre che le mie azioni.
Comunque ecco, ieri ero arrabbiata per questo. Oggi va meglio. Imparerò a controllarmi, prima o poi. Io ci provo. Un passo alla volta. Una persona alla volta. Posso farlo. Iniziando dal più difficile, così poi la strada è tutta in discesa.

Ah, prima di andare. Domani Baricco è a Verona. Ed io sarò alle prove del coro. Potrei dire che mi dispiace immensamente, ma non è così: mi sarebbe dispiaciuto in questo modo se avessi avuto la possibilità di condividere quest'esperienza, ma non avendola, il fatto di non andare causa in me solo un dispiacere momentaneo, forte sì, ma passeggero. E Luc è stato disponibilissimo a lasciarmi andare, ma ahimè, il coro non può permetterselo, visti gli ammalati ed il numero generale. Non fa niente. Mi sarebbe comunque dispiaciuto non andare alle prove: sono un grande collante, un grande stimolo, un importante elemento di ciò che sono adesso. Senza, non so cosa sarei.

Ed ora vado.
Buona serata, gente, io vado a fit-boxe, a sfogare i miei istinti, cosicchè non mi facciano più male.
Spooky

Delirio delle ore 17:59 | commenti (1)
categoria:foto, banalità, addiction
lunedì, 24 novembre 2008
Questo è uno di quei giorni in cui ho proprio voglia di scrivere sul blog. E ne ho voglia perchè, essenzialmente, non sto bene. E' così che funziona, no?! Inutile tentare di scrivere qualcosa di sensato, quando va tutto bene. Che c'è da raccontare in questo?! Il bello della scrittura -scrittura creativa- è che scatta quando le cose non vanno per il verso giusto. Ed allora vien voglia di analizzare, interrogarsi, chiedersi, tanto per capire se si riesce a trovare il punto in cui si è sbagliato, tornare indietro, e correggerlo.

Mentre lavavo i panni, oggi, mi è venuto in mente che ci sono giorni, come questo, in cui vorrei essere una persona diversa. No, magari diversa no, magari la stessa persona... ma con un diverso passato. Il che è improponibile, perchè noi siamo come siamo proprio per i trascorsi che abbiamo avuto, ma facciamo finta, ammettiamo che io possa essere arrivata qui ed ora per un'altra strada. Due sentieri che si incontrano, ecco. E diciamo, anche, di cambiare solo un paio di variabili del mio percorso, tanto per non addentrarci troppo nel campo dell'ideale.
Mi rendo conto che, se solo una o due cose fossero andate diversamente, la mia vita sarebbe stata totalmente differente. Ammettiamo, ammettiamo che Truman, il mio sporco amico Truman, avesse ricambiato il mio affetto. Non mi perdo neanche a pensare al grande amore, ma diciamo, ecco, ipotizziamo che, per infatuazione o per destino, lui mi avesse incontrato, cercato, diciamo anche che ci fossimo messi assieme, e che fosse durata per un pò, che so, sei mesi, anche un anno. E diciamo che io, attraverso quell'esperienza, fossi maturata quanto basta ad un'adolescente.
La prima conclusione che mi viene da fare è che probabilmente Vittorio non sarebbe stato quello che è stato. Magari sarebbe stato altro, ma di certo non quello che è stato. Sarebbe stato un bene o un male? Sapete che non lo so? E' l'unica parte della mia vita che mi piace esattamente com'è. Gloria, Vitto, Cat, la mia prof, e poi, poi le gemelle, Maura, Franca, insomma, tutto quello che c'è, bhè, mi piace come si sono svolti gli eventi. Ma se guadagno una cosa ne perdo un'altra, quindi ammettiamo che anche la mia esperienza con Frollo e con il form blu si modifichi in relazione a questo viaggio nelle infinite possibilità della vita.
Diciamo che Vittorio Matteucci sarebbe stato un nome, magari qualche spettacolo a Roma, ma nulla più. Diciamo anche che la mia prof sarebbe stata una persona che mi avrebbe continuato ad osteggiare e basta, con la quale non avrei creato alcun tipo di rapporto. Oh, magari sarei diventata amica di uno e uno! Chi lo sa. Comunque.

Facciamo conto che io, comunque, avessi deciso di trasferirmi a Verona per gli altri motivi. E che qui, assieme a Giuli, io avessi fatto tutte le esperienze che ho fatto. Probabilmente mi sarebbe piaciuto lo stesso lui, ma non sarebbe accaduto nulla ugualmente.
Ad agosto sì però, per forza di cose. E veniamo al buco nero di ottobre. Sì? Ipotizziamo? E allora ipotizziamo. Sì, che sarebbero successe cose differenti da quelle che ci sono state. E dopo? Cosa sarei, io, adesso? Ancora io? E Riccardo? Ci sarebbe stato, un Riccardo, dopo ottobre? Ammettiamo anche questo, perchè sono volubile e debole di cuore. Ammettiamo. Come sarebbe andata? Ok, diversamente, ma quanto? Diversamente nel senso che staremmo ancora assieme? O che non sarebbe durata neanche quanto è durata?

Ed ora? Come mi sentirei ora, che vorrei tornare indietro e modificare solo un paio di cose -giusto un paio- pur di non sentirmi come mi sento? E chissenefrega dei bei film in cui tutto va come deve andare! Tanto qui, di cose che vanno come devono, non ce ne sono. E allora torniamo indietro, e smettiamola di dire che "stiamo seguendo il copione del film". Voglio scardinarlo, questo binario. Voglio scrivermela da sola, la mia sceneggiatura. Con tutti gli errori, i rimorsi, le maledizioni del caso.
Ma rimpianti no... e sinceramente ora come ora non penso di non averne.

Spooky

Delirio delle ore 15:42 | commenti (5)
categoria:addiction, spooky
giovedì, 20 novembre 2008
Grazie degli interventi. E' che voi non sapete. Io so. E' un incubo!
Avete presente la storia di Aggiungi un posto a tavola? Dove c'è Clementina che è innamorata di Don Silvestro, ed ovviamente non può farci niente perchè è un prete, ma non può neanche smettere di essere innamorata?!?! Ecco!
Qualcosa del genere. A parte il fatto che:
A-non mi piace
B- l'ho già detto che non mi piace? (Grice dice che ripetere troppe volte lo stesso concetto può far nascere un'implicatura conversazionale, producendo un'inferenza in questo caso temibile)
C- non è il mio tipo, at all
D- ma non posso restare con i miei casini? I miei, che già bastano di loro?
E- maddai, è una barzelletta! Cioè, se la raccontassi mi metterei a ridere da sola! Massù! Mapppperfavore!! Ma non scherziamo, dai!
F- come sopra. No, vi giuro, non si può! Truman, torna, ti prego! Meglio tu, davvero, sul serio! Torna a massacrarmi! Ma così no! Questa è una buffonata!
G- quando Blue mi diceva che sognava i suoi tipi, ridevo. Ora non mi resta che piangere.

Spooky
Delirio delle ore 22:58 | commenti (5)
categoria:banalità
giovedì, 20 novembre 2008
Vedo e sento tutti molto impegnati ultimamente.
Makka con il programma, io con le mie cose, Sognante con le sue. Blue nel ciclico in&out, Pencilcase a sistemare i pezzi della sua vita. Tutto al solito. Incompiuto, irrisolto, smezzato.
Domani ho la prova informatizzata di inglese... mah! E con questo chiudo.
Ero qui per aggiornarvi, dirvi che nonostante tutto sono ancora viva, che domenica si fa un megafestone dal Simo, preceduto da una rasserenante passeggiata col Gelmo su per i monti. Dovrebbe andare tutto bene, farò anche un dolce, ovviamente, tanto per non smentirmi!

Vi volevo anche raccontare di una cosa che mi è successa. Insomma, io non volevo, ma ho ascoltato. Cioè, non che la conversazione fosse privata, ma non è neanche che si stesse proprio parlando con me. Ma io ero di fianco, ed ho sentito lo stesso. Ecco. Ed ho sentito bellbrutte notizie. Nel senso che sono brutte, ma sono anche belle. E viceversa. Cioè, appena le ho ascoltate ho solo sorriso, mi sono detta ma allora... però poi è calata come una scimitarra la mia solita malinconia pesante, ed ancora faccio fatica a scacciarla.
Blue l'altro giorno mi ha detto "di non essere così certa di risultare indifferente alle persone" (la frase era diversa, ma la sostanza era più o meno la stessa), ma io mi sento tale. Tra tante belle ragazze, tra tante persone meno complicate, fuse, scoppiate, con passioni meno rivoltanti e trasversalmente sociopatiche, perchè uno dovrebbe guardare me?...
Poi mi dico che la vita è fatta di cambiamenti. E che io sto cambiando. Sono già cambiata, tanto, e spero di cambiare ancora, e non parlo solo del mio peso. E' la testa che sta cambiando. Bene. In un modo o nell'altro, prima o poi, questa cosa dovrà avere un risultato esterno, no? Un riscontro, una connotazione?! Questo mi fa quantomeno sperare.

Ed è lì che cascò il mi somaro, direbbe nonna. Io non devo sperare. Altrimenti è la fine. E di nuovo sognisperanzedesideriillusioniveritàdistorte e quant'altro. Tutto per una bolla di sapone. Tutto per un chiodoschiacciachiodo di cui comunque sono tutt'altro che certa. Mah.

Vado a leggere un pochinino, poi nanna che mi sento a pezzi.
Un abbraccio, e scusate i deliri!
Spooky

Delirio delle ore 01:05 | commenti (2)
categoria:banalità
martedì, 18 novembre 2008
Ragazzi, sono stanca, ed un pò malinconica.
Dovrei studiare (e non è detto che, finito questo intervento, io non mi azzardi a toccare il libro) ma ho sonno, e vorrei solo dormicchiare, o al massimo cucinare. Eh già. La mia vena culinaria mi sta facendo impazzire. Vorrei poter avere centinaia e centinaia di invitati, così da dover preparare centinaia e centinaia di dolci... sarebbe magnifico :D
Il Simo sta organizzando una cena: chissà che io non possa destreggiarmi nella preparazione di qualcosa di buono. A proposito di Simone, ed a proposito di cene... vabbè. Qui ci sarebbe da aprire una parentesi enorme in cui si mescolano desideri, speranze, azioni e reazioni, sensi di colpa, pensieri, disagi... insomma, talmente tanta roba che non si può proprio riuscire a capirci qualcosa in un post. Così lascio stare. Diciamo che per il momento di mi concentro su questa cena, che da quel che ho capito si farà il 23 novembre, e poi si vedrà.
Mi sembra che il tempo che mi separa da Roma si stia dilatando all'infinito. Vi giuro. Com'è possibile?! Sembrava che mancasse un niente, ed adesso mi ritrovo a pensare che manca tanto, tantissimo tempo... ancora due settimane! Sono un'enormità di giorni! Ed i giorni sono fatti di innumerevoli ore!
E' che mi manca Blue, da impazzire, e mi manca lui, e mi mancano le gemelle. Sognante sopporta con una pazienza infinita i miei cambi umorali, la mia preoccupante dedizione alla cucina, il mio incostante umore. E' che mi pare che se mi fermo, è la fine. Devo muovermi! Così il tempo passerà più in fretta! Così potrò riabbracciare Blue!

Ragazzi, mi sa che per non saper nè leggere nè scrivere vado a studicchiare :(
Spooky


Delirio delle ore 16:33 | commenti
categoria:banalità
domenica, 16 novembre 2008
Ragazzi, non mi faccio davvero mai sentire. Mi sento quasi in colpa. Ma poi vedo:
A- il mio pc fisso che non va più su internet perchè s'è fusa (di nuovo?!?!) la wireless
B- le ricette di Misya e la mia voglia incontenibile di provarle tutte
C- i sensi di colpa per il mio scarso (inesistente) studio
D- boh, i drammi della vita, la doccia dopo la palestra, i capelli che non stanno a posto, l'umidità, il bucato... 'ste cose insomma!
...ed il tempo e la voglia di scrivere qui se ne vanno.
Ora, per dire. La scelta era tra dormire, scrivere sul blog, o leggere Benni. Escludendo l'ultimo nefasto evento (ma lo finisco questo libro, giuro, giuro, e poi -giuro, giurissimo!!- non leggerò Benni per anni... perchè davvero, NON MI PIACE!) potevo benissimo dormire. Ma è sabato, lo abbiamo passato in modo molto riposante e tranquillo, quindi un pò di tempo da buttare l'ho trovato. E comunque domani alle 9 sveglia, che se tutto va bene si va in palestra a buttare giù gli scones che ho fatto oggi.
Eggià!!! Nuovo dolcetto. Ho un paio di dosi da aggiustare e di ingredienti da inserire per renderli buoni buoni, ma insomma, si sono lasciati mangiare (DUE, tanto per mandare a putt@ne la mia bella dieta...).
La prossima sarà... no, non ve lo dico, prima la faccio e poi magari se riesco posto una fotina o due, che mi piacerebbe proprio far vedere i miei piccoli successi in cucina! :D

Per il resto?...
Niente.
Aspetto. Aspetto il 4 dicembre. Arriverà, no?! Ho proprio voglia di andare a Londra. E di vedere Blue. E Shyan&Yuu. E lui. Farmi stringere tutti i miei amati pantaloni taglia 48, ed sfoggiare orgogliosamente due taglie 44. Ok, solo due, le altre sono ancora 46, ma che ci volete fare, sono un'ottimista e guardo al futuro :P

Ora vado. Devo guardare un paio di ricette prima della nanna.
Buone ninne a tutti!!!
Spooky


PS: GRANDE SHYAN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Delirio delle ore 02:14 | commenti (3)
categoria:banalità
martedì, 11 novembre 2008

Si guardò attorno, con gli occhi cerchiati di un’allarmante luminescenza viola, mettendo a fuoco le creature che aveva di fronte. Si sentiva sbronza ed assetata, ma stranamente lucida, per quanto non credeva di essere in grado di parlare.

I contorni le apparivano labili e sfumati, ma riusciva quasi con più definizione del solito a focalizzare i tipi umani che le gravitavano attorno. La musica era assordante, e se non poteva essere certa di quanto avesse bevuto, una parte dimenticata della sua mente le urlava a chiare lettere di essere stata pesantemente drogata. Eppure non si sentiva in pericolo, anzi. Era convinta di avere una più chiara visione delle cose in quel momento che negli ultimi mesi della sua vita.

Antonio. Le rimaneva sulla sinistra, immerso in una conversazione con due o tre ragazze –distingueva poco gli individui, ma non avrebbe confuso lui con nessun altro al mondo- e sorrideva. Era un ragazzo da manuale, quasi. Interessante, intrigante, spontaneo, con una buona dose di arroganza ed una di presunzione, ma senza arrivare a fastidiosi eccessi. Poteva avere chiunque lui volesse. O quasi. Diciamo che aveva scarse, scarsissime probabilità di essere respinto da qualsiasi donna lui avesse scelto di adescare. Elettra aveva avuto occasione di essere una tra le tante, ed aveva avuto occasione di dire di no, ma non le era sembrato il caso di usufruire di questa possibilità. Aveva anche realizzato che era possibile, in linea del tutto teorica, resistere alle avance di Antonio, ma nel suo caso non ne era stata capace, e non se ne pentiva neanche un po’. Era decisamente fantastico, sotto quel punto di vista. Probabilmente il migliore.

Mirko. Se ad Antonio bastava un’occhiata per farti cedere, Mirko decisamente lavorava d’insistenza. Sfiancava la resistenza femminile a poco a poco, intessendo una rada ma tenace rete fatta di frasi, di supporto, di appoggio, si amicizia sfilacciata. Ed una volta indebolite almeno superficialmente le difese dell’avversario, colpiva. Non lo faceva con cattiveria, o malizia: semplicemente era un’animale geneticamente costruito in quel mondo, e rispondeva agli impulsi che lo mantenevano in vita. Era un interessante esperimento scientifico, ma da lasciarsi allo stadio di pura analisi statistica. Non aveva né lo charme di Antonio, né i pregi degli altri. Era troppo vorace e rude, subdolo, strisciante, per essere realmente apprezzato. Elettra sapeva nel profondo di non avere di fronte –due sgabelli più in là del suo, a cui restava aggrappata con tutte le sue forze per non crollare a terra- una persona cattiva, ma solo cresciuta malamente, in mezzo ad una giungla di personaggi molto migliori di lui. Si era adattato ad avere la sua parte, il suo ruolo di caratterista di second’ordine, e di prendere quello che veniva. E lei –si sforzò di essere sincera almeno con sé stessa- per molto tempo di era sentita niente più che merce avariata.

Edoardo. Difficile da classificare senza banalizzarlo. Il classico, il più classico dei classici amici. Quello a cui si domanda se l’amico è fidanzato. Quello che non si degna di più di uno sguardo, che non sarebbe neanche brutto, anzi, tutt’altro, ma per carità, al mondo c’è decisamente di meglio. Avrebbe potuto ottenere molto di più di quello a cui aspirava. Ma la vita è cattiva a volte, e non ci concede tregue per le nostre aspirazioni. Così si era ridotto a fare da comprimario, dolce, sensibile, presente, un po’ giullare un po’ compagno, un po’ re un po’ comparsa, un po’ conforto, un po’ rimpianto. Sorrideva dietro al suo analcolico, vicino agli altri. Possibile che nessuno si accorgesse che Elettra riuscita a stento a restare seduta? Da lì a poco il suo sguardo sarebbe caduto su di lei, e sarebbe andato ad aiutarla. Perché era quello il suo ruolo, quello il modo in cui era stato progettato. Se solo avesse saputo, capito, intuito. Se solo gli avessero raccontato che ogni “buon amico” ha di norma una “buona amica” che gli correrebbe dietro tutta la vita. Queste cose non le dicono mai, nelle favole? Sancho Panza non può trovarsi la scudiera di Dulcinea da portarsi a letto? E Alfred non potrebbe, per dire, trovare la sua compagna ideale nella cameriera di Joker, o di Doppia Faccia?

Matteo. Si sforzò di metterlo di nuovo a fuoco, perché tutto le si stava sfumando negli occhi. Sì, lui era un mistero. Ok, la sua ironia era inesistente, ed il suo savoir fare quello di un neonato, ma era un gran bel tipo. Di quelli che segui con lo sguardo una volta che ti hanno superato sul marciapiede. Di quelli che sembrano tutto muscoli e niente cervello –e sì che ce ne sono, di donne che cadono dietro a tipi del genere- ma che in realtà era forse più intelligente di tutti loro messi assieme. Aveva semplicemente capito come girava il mondo, e si era adeguato, ma solo esternamente. In realtà, era una persona acuta e brillante. Poco spiritosa, ecco, dai riflessi leggermente addormentati, ma non per questo stupida. Eppure non si vedeva accanto a lui l’ombra di una donna. Che ingiustizia! Se solo avesse potuto alzarsi, sarebbe andata a dargli un bacio. Così, per dimostrargli che c’è sempre qualcuno a cui possiamo piacere. Anche se Elettra, che era cresciuta assieme a lui, sapeva perfettamente di non essere affatto il suo tipo. Al solito! Elettra non era il tipo di nessuno, o quasi.

Giuseppe. Timido. La prima parola che le viene in mente, pensando al ragazzo che parla in fondo alla sala, con una smorfia che sa essere un sorriso. Dolce. Altruista. Interessante, ed anche un filino noioso. Un buon tipo, ma troppo impegnato ad impegnarsi per poter pensare di impegnarsi con una ragazza. Pazienza.

Ma perché Elettra continuava a pensare? La droga non avrebbe dovuto inibirle tutto, anche i pensieri, oltre che i movimenti? Si sentiva stanca, ma allo stesso tempo eccitata. Cosa diavolo le avevano dato? E chi?

Quando fece per alzarsi, due mani la sorressero e le cinsero i fianchi.

“Sei ubriaca” si sentì dire, tra l’ironia ed il biasimo. Non sembrava riconoscere quella voce. Luca? Mario? Francesco? Non riusciva a parlare. Vide sé stessa muoversi, totalmente priva di peso, avvertì l’aria sul viso, le palpebre pesanti, i muscoli tentare inutilmente di contrarsi.

Poi un viso senza contorni si avvicinò al suo, e senza saperlo, capì.

 

Spooky

 

 


Delirio delle ore 16:09 | commenti (5)
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