domenica, 31 maggio 2009
Sono tornata a casa. Il rientro è stato lungo e noioso, al solito, condito dalla presenza di un passeggero che mi inquietava, non so bene perchè. Comunque, è andata. Ho letto, ho dormicchiato un pò, ho pensato e mangiato: tutte cose che mi sembra rientrino nella mia quotidiana fatica di vivere, ultimamente.

A Roma sono stata bene, come sempre: vedere Blue mi mette addosso una tranquillità imponente, come se ogni cosa potesse davvero aggiustarsi, andare per il meglio. Le Weasley erano in forma, Shyan magra magra, Yuu no che se dimagrisce ci scompare... sempre le mie gemelle, sempre la loro compagnia piacevole, interessante, stimolante e nuova, per quanto legata ai bellissimi ricordi ed esperienze passate.
E poi Ric, con cui sto costruendo qualcosa che ha il sapore di un'amicizia mai sperimentata per me: vedremo. Ma sentirmi accettata, amata, compresa esattamente per ciò che sono è una sensazione impagabile, per la quale non smetterò mai di ringraziarlo.

Per il resto, non c'è molto da dire: Proietti è stato magnifico, come lo ricordavo (ed avevo 14 anni quando lo vidi, una vita fa praticamente...), un istrione ed un maestro a cui non si può far altro che inchinarsi.
La cosa tragicomica è stata una mia reazione, che mi avrebbe spaventato se ormai non fossi abituata ad aspettarmi di tutto dalle mie emozioni: una battuta mi ha fatto ridere da impazzire. Non ricordo neanche che battuta fosse, ma ho riso di cuore, quasi fino a non avere più fiato, riso fino alle lacrime... e mentre gli occhi si facevano lucidi per il troppo divertimento, ho sentito altre lacrime premere per uscire, tutte, tutte insieme, accumularsi ai lati delle ciglia, e costringermi a singhiozzare, tornare seria, estraniarmi da tutto per non aprire i rubinetti e fare il pianto greco.
Chissà che mi succede. Cioè, non che non sapessi per cosa mi sarei messa a piangere... era il momento, ad essere proprio sbagliato, così fuori contesto... sarà che, quando il cuore ha visto che c'era spazio per le lacrime, ha pensato bene di buttarcele dentro tutte, per star sicuro. Mah.

Ho anche sognato, ed al solito era un bel sogno, nonostante fosse imperlato di qualche ricordo non propriamente attinente, ma insomma, un bel sogno, come mi capita di farne. E poi ci si sveglia, e... faccio sempre fatica a tirarmi su dal letto, vorrei poter continuare a dormire, a sognare. Mi torna in mente un personaggio di Cose Preziose, che passava la sua giornata a letto, con indosso gli occhiali di Elvis, vivendo -letteralmente- il sogno di far l'amore con lui. Ecco, vorrei restare a letto, ed illudermi che i miei sogni siano la realtà, che in effetti è molto, molto diversa.
Quand'era?... Lo scorso anno, mi pare... no, forse nel 2007, verso aprile-maggio, mi è capitato di fare dei sogni orribili. Orribili, proprio, che mi svegliavo con la tachicardia, sudando freddo, spaventata fin nel midollo... ho sperato di non farli più, ma continuo a dirmi, adesso, che erano meglio quegli incubi impressionanti a questi bei sogni, che mi lasciano sempre più spossata e stanca.
Passerà!

Passerà tutto, vedrai!
Non è un buon periodo per molti, sto notando. E son quasi tutte cose gravi, non le mie malattie immaginarie da ipocondriaca dell'amore. Aspetto il 12 giugno, giorno in cui mi daranno le risposte delle analisi, per vedere se il trend cambia un pò.
Un bacio a tutti,
Spooky


Delirio delle ore 14:40 | commenti
categoria:banalità
sabato, 30 maggio 2009

Stamattina ho ascoltato questa canzone... e dopo il sogno di stanotte, mi sembrva adeguata al mio umore. Dedicata ad un paio di persone.

Un piccolo Chopin - Marco Masini

Ti compro il pianoforte
mi disse se prometti di studiare
tirando le coperte
mio padre la vigilia di Natale
e in sogno quella notte
lo vidi e lo sapevo già suonare
la musica è così ti porta via con sé
e tu diventi solo come un piccolo Chopin
E la mia adolescenza
è stata tutta un'esercitazione
vicino a una finestra
con gli altri che giocavano a pallone
ormai ero diverso
la vita aveva tutto un altro odore
la musica è così ti porta via con sé
e più la cerchi e più la trovi lì
la chiave dei perché
E quando ti accarezza
la musica ti dà le vibrazioni
di un corpo di ragazza
la prima volta che le tocchi i seni
noi dal conservatorio
uscimmo diplomati di speranza
amore necessario
io mi sentivo forte accanto a te
un piccolo Chopin
Perché non è Natale
perché non ho più voglia di suonare
la musica è così ti porta via con sé
per questo son ancora chiuso qui

ad aspettare me
Sull'ebano e l'avorio
di questo pianoforte un po' scordato
io faccio il mio lavoro
nel piano bar del tempo che è passato
ma quando torno a casa
mi metto il frac e apro lo spartito
è questo il mio segreto
nessuno sa che chiuso dentro me
c'è un piccolo Chopin
un piccolo Chopin
Ma questo mio concerto
è un urlo fra le stelle e l'infinito
per chi non ha capito
c'è solo ed incompreso dentro me
un piccolo Chopin.

Ci sentiamo stasera, da Verona. Da casa.
Spooky

Delirio delle ore 12:28 | commenti (2)
categoria:citazioni
giovedì, 28 maggio 2009
Due cosine al volo prima di andare a nanna, che è tardissimo e tra tre ore devo alzarmi.
Uno: domani vado a Roma.
Due: OVVIO che era per te. OVVIO che era tutto per te. C***o. E tu, come al solito... niente.

Non mi piace nessuno. Nessuno, ho detto.
Sono una cretina, imbecille ed immatura. Ma stavolta vinco io! Truman, non mi freghi più! L'ho fatta una volta, la cazz@ta di dare ascolto ai miei sentimenti, e ne porto ancora i lividi... 21 dicembre 2001, ricordi?! Bene, ricordatelo... perchè non accadrà di nuovo!

Resisto. Resisterò con tutta me stessa, fino alla fine. Manca poco ormai.
Nel mentre magari dimentichiamoci di vivere, tanto è così che ho fatto per anni... ma poi mi ringrazierò. Poi starò meglio.

Ah. For the records: la catenina di Makka si è impreziosita del pezzo di latta che serve per aprire le lattine, neanche fossi un'adolescente. Ora ho qualcosa di "tuo", almeno. Che mi possa ricordare, quantomeno, l'idea di te.
Edoardo. E' un bel nome, in fondo. Almeno, a me piace.

Spooky


Delirio delle ore 01:47 | commenti
categoria:banalità
martedì, 26 maggio 2009
Forse alla fine la soluzione è tutta qui. Un bel pianto, come non ne facevo da tempo... un pianto di quelli non esplosivi, ma dilatato nel tempo, che mi dia modo di assaporare le lacrime, di lasciarle correre, di sentirle sulla pelle e nelle ossa.
E domani starò di certo meglio.
Perchè piango, non lo so: ho solo bisogno di far uscire qualcosa. Di gridare, di spalancare la bocca e non tenermi tutto dentro, anche se dentro mi sento vuota, ed è un vuoto così pesante da schiacciarmi. Devo far uscire un pò di questo vuoto. Devo mandarlo via.
E non c'entra niente nessuno: devo solo lasciar andare le emozioni.
Io... sono stanca. Non so perchè, non dovrei, vegeto nell'apatia e nel non-pensiero, eppure... eppure voglio Londra, adesso, prima che mi si fonda il cervello. Penso di meritarmi una vacanza da me. Una vancanza più lunga di quella che mi sono presa nell'ultimo anno... una vacanza vera. Una vacanza che non sia faticosa.

Ehy, voi. Voi tutti. Dov'è il mio posto?...
Mia madre mi disse, tempo fa, che non sono fatta per avere radici. Che non sto bene in nessun posto, che cerco sempre un altrove. Ci ho riso. Aveva ragione. Non sto bene in nessun posto. Non sto bene in nessuno sguardo.

Ho pianto un pò, sto meglio.
Posso tornare al mio nulla.
Scusate.
A domani.
Spooky


Delirio delle ore 00:12 | commenti
categoria:spooky
domenica, 24 maggio 2009
Non c'è niente da fare. Sarà il caldo, saranno le disfunzioni ormonali, sarà l'estate, il sonno, il pensiero di Edoardo, o di chiunque altro abbia in testa la mia mente malata, non riesco a studiare. Mercoledì ho un esame ed oggi ho fatto fatica a leggere metà programma. Metà. Non mi era mai successo. Non sono mai arrivata così svogliata alla sessione estiva. E mercoledì ho un esame facile: quello dopo sarà un disastro, me lo sento. Anche perchè, se continuo così, voglio vedere quando mi metterò a studiare... la mattina stessa?!

Non lo so. Oggi poi sono uscita per fare shopping, e cercare di rilassarmi: sembra che quest'estate andrò in giro in mutande, visto che non si trovano dei pantaloni leggeri neanche a pagarli. Ed ovviamente, ora che porto una 44 stabile, le taglie sono o 42, o 46. Mi sembra logico... prima non trovavo una 46 neanche sotto tortura, ed ora sembra che tutto il mondo non abbia più taglie 44. Magnifico!!
La disastrosa uscita shopping mi ha messo di cattivo umore, che unito alla musica che ascoltavo, allo studio non riuscito, ed a Edoardo... ha reso completa la giornata.

Capitolo Edoardo: che si fa? Sta cominciando a diventare seria, la situazione. E quando dico "situazione seria" dico che... ok, ve lo dico: nell'altro diario, quello privato privato, ho cominciato a scrivere senza freni. Scrivo cose... che se non sapessi di essere qui ed ora, direi che sono di lì ed allora: Truman docet. Truman, vi rendete conto?! Ho usato aggettivi, e sostantivi, da dodicenne infatuata. Eh no, cavoli! Non ho più 12 anni! Ne ho 23! VENTITRE'!! Può piacermi un ragazzo, va benone, ma non così!!
Cristina Aquilera, quando mi deciderò a crescere?! A crescere solo un pò?!

Nel mentre, si è fatta viva una persona. L'incipit del primo messaggio che mi ha mandato... ho passato un secondo netto di assoluta emozionalità, per poi tornare dal sogno. E vabbè. Chi lo sa poi, che vuole da me. O meglio, lo so che vuole da me... e chiudo qui il discorso, che si farebbe molto poco metaforico.

Me ne vado, non so, guardo la tv, leggo, insomma, ho bisogno di distrarmi. Se penso un altro pò ad Edoardo, oggi, impazzisco. Anche perchè, diciamocelo, più ci penso, più la cosa si fa ridicola, e senza senso: mi accorgo, pensiero dopo pensiero, che non gli interesso. Mi dico che non fa niente, e che Londra sistemerà le cose: peccato che in mezzo ci siano due mesi. Due mesi. Di esami. Che non voglio dare, e che chissà come darò, se li darò.
Amen.

Buona serata, soprattutto alle coppie. Teneteveli stretti, i vostri amori da cartolina, perchè quando non ci sono, sanno mancare. Eccome.
Spooky


Delirio delle ore 21:22 | commenti (1)
categoria:banalità, addiction
venerdì, 22 maggio 2009
Ho bisogno di scrivere di là. Sul quaderno privato. Scusate.
Bella serata, comunque. E ottima compagnia. Soprattutto Sara... è bello scoprire di trovarsi bene con qualcuno anche al i fuori del contesto in cui ci si è conosciuti.

...e domani -Jeffrey-!!
Spooky

Delirio delle ore 01:03 | commenti
categoria:banalità
giovedì, 21 maggio 2009
...e ritrovarsi dopo poco a piangere. Proprio un perfetto inizio di giornata... lo consigliano tutti i medici, davvero.
Insomma, oggi è giovedì, ma non è per questo che è una pessima giornata. Lo è perchè sono preoccupata, preoccupata e stanca, ed anche se nella mia vita non ho mai dovuto affrontare grossi problemi, sono tre mesi che combatto praticamente tutti i giorni con la mia salute, e la cosa comincia a sfiancarmi un pò.
Aspetto con ansia di poter fare le analisi del sangue, sperando di capire cosa c'è che non va, ed agendo di conseguenza sul problema. Intanto vivo alla giornata, con sbalzi d'umore che mi lasciano spossata, influenze che vanno e vangono, giramenti di testa, e tutto il resto che non sto qui a spiegare.
E' un periodo no per un sacco di persone che conosco, e che mi sono più o meno vicine: a cominciare da Salvatore, ovviamente, per poi arrivare al papà di una corista, passando per Ric, che non sta bene perchè le persone che ama non stanno bene, il che è un pò un circolo vizioso, ma insomma.

Poi ci sono io. Sto dando tutta la colpa alla mia salute, e spero sia così: conservo il sogno che, appena capirò cosa c'è che non va e lo sistemerò, il mio umore migliorerà. Perchè adesso non è affatto buono: passo dalla rabbia alla rabbia, alla fame nervosa, alla rabbia, alla tristezza, alla malinconia, il tutto senza cognizione di causa, mi abbuffo di dolci e poi mi pento, ho caldo ed il tempo afoso di Verona non aiuta, dovrei studiare e non ho voglia, insomma, peggio del solito mi sembra.
E con i ragazzi... ma che ho?! Ditemi, ho qualche pupazzetto sul viso, e non me ne rendo conto?! Dovrei farmi una maglietta con scritto "sono libera, è vero, ma questo non vuol dire che io la dia al mondo. In più, mi piace Edoardo, Edoardo, capito?! Non ogni ragazzo esistente sul pianeta, SOLO Edoardo, ok?!" ma forse sarebbe troppo lungo da mettere su una maglia. Forse sarebbe meglio scrivere "No Edoardo, no party", e amen.
Che poi... mi piace davvero questo ragazzo? Mah. Ieri ci pensavo... e non lo so. Cioè, lo so, ma visto che le cose sono quelle che sono, e che ormai mi sono già rassegnata (ok, una parte di me lo è) che non c'è possibilità di cambiare il futuro... magari mi sto prendendo per tempo, per non avere una delusione troppo forte, ecco. Prepararmi al peggio, che poi, visto come stanno andando le cose ultimamente, si sa che al peggio non c'è mai fine. Comunque.

Vado a studiare, o almeno a leggere un pò.
Insomma... vorrei che almeno la mia salute non fosse oggetto di post, invece. Passerà. Starò bene. E magari questo influenzerà positivamente anche il mio pessimo umore.
Baci,
Spooky


Delirio delle ore 09:55 | commenti (1)
categoria:banalità
martedì, 19 maggio 2009
Un esame della lunga (non troppo in realtà) sfilza di questo semestre è alle mie spalle, finalmente. Ne mancano solo... troppi, per la mia voglia di studiare, ma sia mai che io riesca lo stesso, con un pò di impegno.
Sta di fatto che l'idea di questa incombenza mi ha distratto dalle cose che non vanno, mi ha distratto dal pensare troppo a Salvatore (è brutto da dire, ma è così), ed ha ridimensionato gli altri miei pensieri... che come al solito ci sembrano enormi, ma di fronte alla morte perdono del tutto consistenza.

Ho ancora un pò di tosse, anche se oramai è agli scoccioli, e domani c'è coro: una settimana di stacco si è sentita parecchio. Non ho la più pallida idea di come farò finita la specialistica: mi sembra che questo coro sia la cosa migliore che mi sia capitata negli ultimi anni... l'unica cosa su cui possa davvero contare. Che poi non capisco da dove mi venga, questo attaccamento: alla fine veronesi sono e veronesi restano, non ho creato dei legami fortissimi, non vedo o sento quasi nessuno di norma fuori dal contesto tipico del coro... ma non ci posso fare nulla, quell'incontro a settimana mi rigenera e mi fa star bene. Certo, poi c'è sempre il giovedì, ed il giovedì non è mai un gran giorno, ma questa è un'altra storia.

A proposito di giovedì: vado a sentire il Coro Ingegneri che canta il Requiem. Sarà una cosa nuova e bella... sembra venga anche Francesca, sembra venga anche Sara: due realtà diverse, fuse per qualche ora. Chi lo sa, poi, io, che ci sto a fare, in queste realtà.
Venerdì invece viene Martina, e non posso che esserne strafelice: era da un secolo che non parlavamo come abbiamo fatto qualche giorno fa, e sono contenta che mi venga a trovare, e stia un pò con me... sappiamo entrambe che il passato non torna, e che il rapporto da bambine che avevamo qualche anno fa non sarà più possibile, ma chi lo sa, magari un nuovo tipo di relazione, da giovani donne, è nel nostro futuro... è la mia cuginetta, in fondo, e le voglio un bene dell'anima.

Sabato e domenica sono ancora nebulosi: vedremo.
Devo occuparmi le serate, che la malinconia è sempre lì.
Fortuna che so come vanno le cose... fortuna che so che Edoardo non mi vuole: in realtà, è una grossa certezza che mi rende le giornate più razionali.

Buonanotte, popolo del web...
Spooky

Delirio delle ore 23:23 | commenti
categoria:banalità
sabato, 16 maggio 2009
Ancora... in realtà non riesco bene a capacitarmi della cosa, da qui. Ci ragiono, ma mi sembra impossibile. Insomma... non può esser successo davvero, no? Non... succede così... le persone non vanno via e basta, senza poter far niente... le persone non ci sono e l'attimo dopo non ci sono più...
Mi rendo conto che non so neanche quanto fosse religioso. O l'ultima volta che l'ho salutato. Non sapeva che gli ero affezionata, perchè non mi sono mai  interessata troppo al farglielo sapere. E' parte del mio passato, e come tale l'ho... accantonato, in un modo o nell'altro.
Quando... quando è morto mio nonno mi sono rimproverata del silenzio che si era venuto a creare tra noi. Perchè io ero cresciuta, e la bambina che lo abbracciava o gli si confidava non c'era più. E' successa un pò la stessa cosa.
Salvatore non era... non mi era così vicino, ed io non ero vicino a lui, ma tutta la mia infanzia, la mia adolescenza, lo hanno visto comunque accanto a me. Non mi dirà più quanto mi sono fatta bella. Non mi dirà più che "mi teneva sulle ginocchia, e volevo sempre stare a casa loro, tutti i giorni". Non mi chiederà quando trovo un ragazzo.

Io... non lo so. Non mi spaventa la morte, in realtà. La trovo una cosa naturale, che fa parte della vita. Mi spaventa l'idea che, da un giorno all'altro, le persone non ci siano più. Puff. Ho visto Salvatore, pensando che lo avrei rivisto, e rivisto, e rivisto... ancora mille e mille volte.
Non sarà così.
E allora sì, ho paura. Ad immaginare una vita così precaria, in cui uno dovrebbe fare tutto, dire tutto, prma che sia troppo tardi, prima che un "puff" faccia scomparire noi, o le persone a cui teniamo.
Mi torna in mente Marco. E nonno. Mi viene in mente la mia famiglia. E le gemelle, e quest'estate con Maura, in cui...

E poi penso alle mie cazzate. Perchè è così che funziona. La morte non ci deve mai impedire di pensare alla vita. Anzi. Ora però piango un pò, se non vi dispiace.
Spooky


Delirio delle ore 20:25 | commenti (2)
categoria:spooky
sabato, 16 maggio 2009
...il post del 27 novembre.
Azz.

Spooky

Delirio delle ore 09:48 | commenti
categoria:banalitÃ